adamo & eva

Un bel di mentre era intento
a guardare l’infinito,
il dio grande e onnipotente
volle dare vita a un mito.

Ma si chiese, cosa invento ?
Questo nulla mi ha annoiato.
E se facessi nasce un pupo
e lo mettess’in un creato ?

Stabilì le preferenze
che dovea aver nei giorni
e si diede le cadenze
per creare quei dintorni.

Dopo, fece terra e acqua
e le divise in un istante
e quand’era più tranquillo,
fece nascere le piante.

Poi la luce, grande sfarzo
quindi al buio lui pensò
e così fu sole e luna
che nel cielo collocò.

Il quinto giorno pesci e uccelli
ed il sesto ogni animale.
Dalla terra col suo fiato
fece l’uomo a lui uguale.

Dopo tutto quel lavoro
stanco, per sì tanta posa,
si fermò, il settimo giorno
e lo lasciò per chi riposa.

Ma nel tempo, l’uomo solo,
che viveva nell’inedia
a dio chiese un’amicizia,
e fu qui la sua tragedia.

dio era buono e previdente,
e quell’uomo era depresso,
pensò a dargli una compagna
ma creandole altro sesso.

Non avendo nuove idee
per far nascere quel soggetto
una costola lui prese
da quell’uomo prediletto.

E così nacque la donna
di bellezza senza uguali
che dovea aver’l rimedio
per curare tutti i mali.

A lui mise nome adamo,
il primo nome che voleva,
alla donna, dopo un po’,
disse: “lei la chiamo eva”.

E così in quel paradiso
dove tutto era stupendo
i due vissero felici
tanto tempo trascorrendo.

Ma tra tutte quelle specie
già create e che lui amava
ce ne fù una velenosa
che la donna provocava.

E così tra tante storie
con astuzia e frasi strambe
un dì le disse: “guarda l’uomo
cosa tiene tra le gambe”.

E poi vedi nel tuo corpo
c’è un foro, li nel mezzo,
non può esserci dei dubbi
và riempito con l’attrezzo.

Eva disse: “cosa dici
non può essere per me
dio ci ha fatto come amici
e dell’altro più non c’è”.

Ma il serpente insisteva
ogni giorno, un vero assillo,
le diceva: “cosa aspetti”
prendi in mano quel vessillo”.

Così eva, un po’ curiosa,
ma con l’animo bugiardo
andò a cogliere una rosa
ma di adamo prese il dardo.

Si provò grande piacere
che turbò tutto il creato
‘chè il serpente chiacchierone
ne parlò a quel vicinato.

Ed allor tutte le razze
imitando quell’amplesso
cominciarono a esultare
ch’era bello fare sesso.

dio, forse ancor distratto
da copiosi ed altri eventi,
si voltò, vide quell’atto
e notò dei turbamenti.

S’arrabbiò come non era
e senza dir della questione
maledì il serpente ed eva
e a lui diede del coglione.

Ma siccome era cosciente
che creati lui li aveva,
non uguali, ma diversi
accusarli non poteva.

Così vide che una mela
dalla pianta era sparita
e dando colpa di quel furto
a una svolta diede vita.

Da quel verde paradiso
i due rei furon scacciati
e con pianto e con vergogna
sulla terra scaricati.

Ma quel dio che conosceva
anche quello non successo,
perché fare del sadismo
dando il bello e dopo… il cesso ?
aro

adamo & evaultima modifica: 2007-07-09T16:55:00+02:00da ninniromeo
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