Belzebù

Esisteva in un grande borgo
un giovanotto sottile e un pò gobbo,
lo chiamavano tutti maestro
perchè aveva cultura e gran estro.

Poi, un giorno una luce solare
fuori lo mise dalla Normale
e gli diede, senz’altra pena,
della politica la classica vena.

Pian piano e con passi prudenti
si fece largo e notar dai potenti
che tra le mani avevano tutto
pur governando un paese distrutto.

Mentre in Italia si viveva a fatica
tra stragi e terrori lui fu una formica
con fare velato, ma senza sospetto,
diede la vita a un diario perfetto
che proprio di tutti dicesse qualcosa
nascondendo, però la sua vita..noiosa.

Si dice: “baciò molto presto la mafia
che lo protesse in culla di rafia.
Attentati, Brigate altro bel coro
pria d’arrivare al delitto di Moro”.

Lucido, freddo, sempre cosciente
era gradito a gran parte di gente
e pur attraverso dubbi e sospetti
governò ancora tant’anni seguenti.

Poi un giorno qualcun dall’interno
gli fece passare una fase d’inferno.
Processi, appelli, un vero calvario
ma lui dalla sua aveva il diario
dove con cura, sagacia e perizia
diceva di tutti, corrotti e ingiustizia.

Chi comandava temendo un ricatto
ingerire dovette quell’amaro piatto
così ogni accusa dov’era imputato
fu depennata: “segreto di Stato”.

Lui non poteva venire sfiorato
neanche dal dubbio d’avere peccato:
ogni mattina da tutta una vita
andava alla messa con faccia pentita.

Ora è buono, tranquillo, in disparte
ha tanti anni e non sembra di parte
ma, nel suo cuore, batte ancor forte
il desiderio di giocar con la sorte.

E allora prega col capo un pò chino
e lo giurano quanti gli stanno vicino
ma a quale dio tutt’oggi si appella
nessuno lo sà in quella cappella.

Sembra, si dice, che legga il breviario
ma tu, stai pur certo si tratta del diario
dove lui cerca una spinta più forte
per riuscire a sottrarsi..anch’alla morte.
aro

Belzebùultima modifica: 2007-07-09T20:00:00+02:00da ninniromeo
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