Biancaneve

C’era una volta…iniziavan
così le fiabe dell’infanzia
ed io voglio fare in modo
si rispetti quella usanza.

Il suo nome è Biancaneve
di bellezza senza uguali,
era casta, pura e pia
e a bontà non c’era pari.

Un bel dì mentre nel bosco
lenta andava in passeggiata
s’imbattè in una casetta
che sembrava disegnata.

Con curiosità da donna
e dopo aver chiesto permesso
non sentendo alcuna voce
ebbe facile l’accesso.

Qui notò con gran sorpresa
che ogni cosa era piccina
e contò, stanca e un po’ tesa
sette letti e una cucina.

Pur essendo molto alta
si adagiò sopra un lettino
‘chè voleva riposare
anche solo per pochino.

Ma le venne un forte sonno
e dormì almeno un’ora,
nel frattempo tutto il bosco,
come incanto si colora.

Con inceder saltellante
e cantando tutti in coro
sette piccoli nanetti
ritornavan dal lavoro.

Lavoravano in miniera
tutto il giorno a cogliere oro
e la sera rincasando
conservavan quel tesoro.

Andiam, andiam…proprio così.
questo canto ormai famoso
li accompagna tutti i dì
dal mattin fin’al riposo.

Che avventura quella volta
quando smisero coi canti,
era aperta quella porta
e vi entrarono tremanti.

Piano, piano e con sospetto,
ma fu grande la sorpresa
una donna era sul letto
e dormiva, lì distesa.

Dopo poco la ragazza
si svegliò da quel torpore
e con fare sbarazzino
chiese loro un gran favore.

“Voglio star nella casetta
aspettandovi al ritorno
accudir sarà il dovere
questa casa tutto il giorno.

Ma in quel bosco pien di vita
una regina comandava
con carattere crudele,
‘chè bellezza se ne andava.

E chiedeva tutto il giorno
ad un magico riflesso
se una donna a lei più bella
nel reame avesse ingresso.

Quello specchio che vedeva
e cercava in ogni stella
dopo un po’ le disse “SI
ce n’è una ancor più bella”.

La regina disperata,
si trasforma in un baleno,
brutta, vecchia e con un cesto
pien di mele col veleno.

Dopo aver girato a lungo
per trovar quella bellezza,
vide, infine, una ragazza
che cantava con dolcezza.

Era proprio tanto bella
ed intenta a cucinare,
con fare subdolo e crudele
le dà il frutto da mangiare.

Biancaneve cade in terra,
le sparisce quel sorriso
il respiro affievolisce,
si fa bianco il suo bel viso.

La regina gongolando
torna lesta al suo reame
e interpella quel suo specchio
che di lei è pien di brame.

Questa volta ode la voce
che le dice con asprezza:
“la più bella è la regina
non c’è più altra bellezza”.

I nanetti che cantando
ritornavano al podere
dentro casa trovarono
questo grande dispiacere.

Piangendo e sospirando
quel bel corpo prediletto
lo portarono nel prato
e lo stesero su un letto.

Dopo un tempo indefinito
arrivò un cavaliere
che domanda fece ai nani
sul perché del dispiacere.

Quando seppe la ragione
si recò da Biancaneve
le diede un casto bacio
e una carezza molto lieve.

Oh magia delle magie
Biancaneve è sveglia è viva
e vedendo quel bell’uomo
se lo abbraccia ben giuliva.

Nel frattempo la regina
pien di dubbi ed empietà
interpella quello specchio
per saper le novità.

Specchio delle mie brame…
fammi essere ancor lieta
sono sempre la più bella
o qualch’altra me lo vieta ?

Questa volta quello specchio
prevedendo quanto avvenne
con la voce un po’ incerta:
“Biancaneve, or or rinvenne”

Lei divenne furia cieca
e ne fece pria le spese
quello specchio che sincero
era stato a più riprese.

Su un cavallo si fiondò,
senza far molta attenzione,
così, cadde da una rupe
e pose fine alla questione.

Intanto, a casa dei nanetti,
si festeggia il nuovo evento
perché l’uomo è pure azzurro
e di nobil portamento.

Con Biancaneve sul cavallo
se ne va verso il castello
dando epilogo a una fiaba
dal finale lieto e bello.

—————————-
Questo, dice chi l’ha scritta
e che contenta fa la gente
ma sentite il mio prosieguo
che di solito non mente.

Questi splendidi ragazzi
dopo un po’ ch’eran sposati
non andavano d’accordo
e sembravano stregati.

Tutto il resto andava bene,
ma a letto ? Un insuccesso.
Biancaneve era cambiata,
e ogni giorno volea sesso.

La splendida “pudica”
di notte avea scoperto
che quel principe sì bello
ignorava quell’aspetto.

Mentre lei memoria fine
ricordava il bel passato
quando a casa dei nanetti
ogni dì facea peccato.

Il consorte dava sfogo
a quei sensi mal ripresi,
sentendosi virile
una volta ogni tre mesi.

E così passava i giorni
sempre grigi e molto tristi
lei piangeva addolorata
che più i nani avea visti.

Allora, il principe dolcino
per curar la nostalgia
i nanetti portò in casa
per por fine alla malia.

O incanto o meraviglia
da quel dì la sua compagna
ritornò come una volta
viva, allegra e senza lagna.

Si, perché ora Biancaneve,
che voleva vita sana,
si sollazza coi nanetti
ed ha pien ….la settimana.
aro

Biancaneveultima modifica: 2007-07-09T17:00:00+02:00da ninniromeo
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