Cenerentola

C’era una volta…
una bellezza molto rara
ma, purtroppo, il destino
non l’aveva avuta cara.

Cenerentola era il nome
che avea un po’ a che dire
col pulito della casa
‘ch’era solo lei a gestire..

Non aveva genitori
ma una perfida matrigna
che perenne comandava
con invidia e pur maligna.

Era donna senza cuore
con due figlie da galera,
molto brutte e spigolose
che integrava’ l’atmosfera.

Tutte e tre le brutte arpie
non facean che maltrattare
la pur brava Cenerella
che tutto il dì er’a faticare.

Ma un giorno,un reale editto
fece a lungo sospirare
le ragazze del villaggio
che volevano sposare.

Era invito ad un gran ballo
per dar moglie al principino
che un po’ timido e introverso
non forzava il suo destino.

Le sorelle velenose
nell’apprender la notizia
prepararono contente
ogni cosa con dovizia.

Cenerella pure chiese
il permesso per andare
ma le dissero: “stai in casa,
a pulire e cucinare”

Con l’aiuto dei suoi amici,
uccellini, sorci e gatti
preparò un bel vestitino
più per gioco che per fatti.

Ma la maga della fiaba
diradò ogni incertezza
e le disse: “tu ci andrai
‘chè sei proprio una bellezza”.

Con un colpo di bacchetta
fu carrozza da una zucca,
poi le disse: “ora sei pronta
pe’l castello e la mazurca”.

Una cosa sol doveva
ricordare con vigore
alla mezza della notte
fine aveva quel favore.

Cenerella pur con l’ansia
si recò subito al ballo
dove intanto quella festa
era giunta ad uno stallo.

Il principino che cercava
in mezzo a tante, una moglie
non ne vide neanche una
che destasse le sue voglie.

Era annoiato e senza slancio
e col pensiero cupo e denso
ma, quando vide Cenerella,
fu sorpreso in modo intenso.

Più non stava nella pelle
e la invitò orsù a ballare
le faceva complimenti
da non farla respirare.

Al rintocco della mezza
Cenerentola fuggì
ma nel correr per le scale
una scarpetta le sfuggì.

Corri, corri, fece in tempo
l’angolino giù a svoltare
che la carrozza, puf.. tornò
una zucca da mangiare.

Il principino con in mano
la scarpetta di cristallo
si chiedeva di chi fosse
il piedino del suo ballo.

E così ebbe l’idea
di mandare un suo messere
a provare quella scarpa
alle bimbe del quartiere.

Dopo aver girato a lungo
si fermò nella casetta
con le “vipere” sorelle
a litigarsi la scarpetta.

Alla fine e a malincuore
rassegnate e con fardello
lasciaron quella scarpa
sopra un morbido sgabello.

Cenerella ch’era intenta
come sempre a faticare
nel vedere la scarpina
l’infilò quasi a giocare.

Oh sorpresa, a quella scarpa
si trovò la giusta sede,
con stupore degli astanti,
era quello il giusto piede.

E così con la carrozza
lei raggiunse il principino
in attesa e molto ansioso
della donna del destino.

E così visse felice…
e contenta ancor tant’anni
e dieci bei bambini
mise al mondo, senza affanni.
aro

Ma la fine a questa storia
la dò io ai giorni nostri,
senza balli ne magie
questo tempo è sol di mostri.

Lui, romantico e gentile,
era gay e innamorato
di un barbuto giardiniere
che l’avea ormai stregato.

Mentre prima, era noto
che quel figlio derelitto
a tutti i maschi del reame
avea dato un po’ d’affitto.

Per il padre lui cercava
una donna a piene ore
che sapesse ben pulire
e alle stanze dare odore.

Si perché quel padre amato
riteneva sconveniente
indossare i pannoloni
pur essendo incontinente.

Ma perché allor ballare
con le donne di quel lotto
se non era per sua voglia
quell’invito galeotto ?

Lui ricorse a quell’inganno
per sentir l’odore acuto,
nelle mani delle donne,
che candeggio avean tenuto.

E così questo problema
ch’è pè’l figlio era un dovere
Cenerella lo ha risolto
a pulir’l ….real sedere.

Mentre lui, spera e aspetta
atteggiandosi a bel fico
di sposare il giardiniere
e garantirlo con….i dico.
aro

Cenerentolaultima modifica: 2007-07-09T17:30:00+02:00da ninniromeo
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