Cosa Nostra

Ogni giorno che la terra
si risveglia con il sole
altra luce pur s’accende
con il nero suo colore.

Come un fuoco sempre acceso
arde in tutte le città,
si diffonde sol nell’ombra,
poi, colpisce e se ne và.

Questo è un cancro che nel Sud
fa svanir tutte le attese
si arricchisce con il “pizzo”
ed a tutti da “le intese”.

Gl’industriali devon dare
un salato contributo
e restando “sordi e muti”
mostreranno grande fiuto.

Sono pochi i commercianti
che si salvano dal pizzo
ma stai certo che più avanti
onorar dovran quel “vizio”.

Perchè, infatti in quei negozi
gli si pone, a miccia accesa,
dinamite, per poi chieder
se, stavolta c’è l’intesa.

Questo è “partito ombra”
non iscritto in tribunale,
sta nascosto come un cobra
pronto solo a far del male.

Il suo nome è “Cosa Nostra”
che dà subito l’idea
di chi sono quei guadagni
rispettando la …nomea.

Pregan tanto i derelitti,
il loro santo ch’è il Patrono,
dopo lacrime e delitti
han bisogno del perdono.

Ma quest’ombra “Damoclea”
non contenta di rubare
ha voluto fare un salto
e le mani poi allungare.

Qual lavoro al giorno d’oggi
dà un guadagno redditizio
senza sforzi e con l’aiuto
dell'”onesto e buon uffizio” ?.

E così dando una svolta
e occupandosi di droga
prepararono “partite”
con l’inganno e tanta foga.

Dopo questa nuova svolta
e i guadagni andati a mille
l’altra “Mafia”, quella “VERA”
se ne accorse e fù’ scintille.

“Troppo vecchi son gli accordi
con questi uomini d’onore
molto più ci devon dare:
voti, soldi e altro favore”.

E per farsi più sentire,
accalcandosi sui palchi:
“colpire noi dobbiamo
con durezza questi falchi”

Nel sentir queste parole
chi doveva recepire
disse: “bene, accordo fatto
ma attenzione a non tradire”.

Poi, un politico locale,
a proteggerli fu sordo
e Riina ch’era il capo
ad un tratto cambiò accordo.

Diede il via a una mattanza
di politici e garanti
che portò nella Sicilia
molta onta e tanti pianti.

La risposta dello stato,
fu veloce e con potere:
“Cosa Nostra lotteremo
senza darle più quartiere”.

E così si manda in campo
senza molta protezione
generali e molte guardie
a cambiare la Regione.

Dopo poco queste “cavie”
fan sapere al Ministero
che su quello che indagava
lo sapeva il mondo intero.

Così in auto Dalla Chiesa,
che voleva dà una svolta,
com’un martire fù ucciso
con la moglie e senza scorta.

Poi, Falcone avea volato,
di sicuro, troppo in alto
e lo fecero saltare
con le bombe sull’asfalto.

Borsellino, grande amico
e come lui giudice degno
mentre andava dalla mamma
gli si aprì dei cieli il regno.

E con lor destino amaro
hanno ucciso anche le scorte
degli eroi che non temean
d’affrontar il dì la morte.

Riina, con questi atti
volea dire ad un pentito
che paura non aveva,
e uccideva alzando un dito.

E dopo avere cancellato
i politici più “inerti”
dichiarò la lotta aperta
a tutti i giudici solerti.

Infatti, in quel frangente
un mafioso era pentito,
era un pezzo da novanta,
che agli arresti era finito.

Buscetta era di nome
che parlando a sciolte briglie
disegnava già negli USA
Cosa Nostra e le famiglie.

Lui, parlava con Falcone
molto cauto e sgomento
perchè il giudice voleva
“collusioni e firmamento”

Ma Buscetta gli diceva:
“non tirar troppo la corda
che qualcuno poi s’offende
e la tua voce farà sorda.

Non cercare della cupola
coi politici il connubio
perchè ti fan saltare
sol se a loro viene il dubbio”.

Finalmente da qualche anno
il nemico dello stato
quella “belva” di Riina
è in prigione, sorvegliato.

Anche l’altro Provenzano
ora pure è stato preso
ma un pensiero se pur vago
non mi lascia più disteso.

Nella fase più crudele
avean dato l’impressione
di un serpente che, ferito,
si dibatte con furore.

Tutti quei morti ammazzati
e le stragi delle scorte,
SOLO DOPO hanno aperto
dell’ergastolo le porte.

Ma perchè prima dei “fatti”
li cercavan per il mondo
quando invece eran tranquilli
nel granaio del loro fondo ?

Vuoi veder che questi due
con cui aveva mani in pasta
han costretto il “puparo”
alla fine a dire BASTA!
aro.

Cosa Nostraultima modifica: 2007-07-09T20:05:00+02:00da ninniromeo
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