La lampada di Aladino

Un dentista, mentre in spiaggia,
stava il mare rimirando
vide un lampo, un luccichio,
lì, qualcosa stèa brillando.

Andò a coglierla sorpreso
e nella sabbia, accanto al mare
una lampada lui vide
che lo fece sobbalzare.

Mentre la studiava attento
per capirne le fattezze,
quella lampada parlò,
sussurrandogli certezze.

Con la voce un po’ profonda:
“Accarezzala e sei ricco,
ma fai presto se no un’onda,
porterà lontano il bricco”.

Per tre volte lui accarezza
quella lampada cadente
e dal becco viene fuori
una sagoma imponente.

Dopo aver fatto un inchino
ed avere salutato
disse all’uomo: “ma lo sai
tu sei proprio fortunato”.

“Della lampada so’l genio
che realizza tutti i sogni,
chiedi tre bei desideri
tra tant’altri tuoi bisogni”.

“Solo un veto hai d’osservare.
Buona sorte puoi aver tanto,
ma non devi FAR SAPERE
da che frutto hai tratto vanto”.

Il dentista, era dubbioso
ma la voce era suadente
“voglio case e dei palazzi:
stop a carie, trapano e dente”

Come amor, una donna bella
e fu Anna senza appello,
l’avea vista in calendario
tutta nuda e senza orpello.

Per far tre chiese di getto
un suo grande desiderio,
che restasse misterioso:
“per lo sfizio più sincero”.

Dopo il fatto, quel genietto
disse: “devo andare,
ho dei compiti da svolgere
e non posso più tardare”.

“Ho da chiedere consigli
al mio amico cavaliere,
ogni cosa che lui tocca
si trasforma in un forziere”.

“Ma ricorda la promessa
gran silenzio devi fare
e di te far parlar poco
se ricco e libero vuoi stare”.

L’uomo fu davvero bravo
e convinse anche la donna
ch’era sempre però pronta
pè’ interviste a più colonna.

Ma era anche sibillina
e sapeva stare al mondo:
“Si” gli disse “mi sta bene
voglio aiutarti fino in fondo”.

“Ma tu dammi le certezze
che ho bisogno pel futuro,
se non hai un ricco conto,
scappo via com’un siluro”.

“Io son Stefano e fò ponti
non d’acciaio o di cemento,
io li fò soltanto in bocca
ai clienti, che tormento”

“Ma da ora, grazie al genio,
costruirò case e palazzi
compro ruderi da saldi
e li rivendo a costi pazzi”

La bell’Anna nel sentire
quei progetti così forti
disse: “questo chi lo molla,
tu ormai da me non sorti”.

Così, dopo qualche tempo,
si congiunsero: “oh poesia”
ma scordaron la promessa
fatta il dì della magia.

Questa donna era una miss
e il suo pubblico più vero
lo invitava molto spesso
per mostrargli quell’impero.

Ed allora organizza
feste e balli in quantità,
con attori molto noti
e i potenti di città.

Anche lui svela il desio
ch’era il terzo, con baldanza,
confessando in modo serio:
“dò l’assalto alla finanza”.

E dichiara poi, una sera:
“offro un sacco di milioni,
per far l’OPA sul Corsera,
e rastrellare le sue azioni”.

Per non trovarsi tra le ruote
dei politici il bastone,
ogni ramo in parlamento,
lui lubrifica e si espone.

Ora si, scoppia la bomba,
ha toccato in alto il cielo
e da giornali e Tv romba
il suo nome ed il suo impero..

La giustizia degli umani,
or svegliata dai sospetti,
si mette con più mani
a spulciare i suoi “difetti”.

Qui si scopron gli altarini
lui è un “furbetto del quartiere”
e neanche lider divini
gli potran salvà’l sedere.

E così per “aggiotaggio”
è arrestato, oh giorno triste,
per poi dargli “bancarotta”
e in fallimento la “Magiste”.

Guarda caso sono tre
come i desii richiesti al numo
che in poco han trasformato
un riccone in “spacciafumo”.

Vuoi scommetere che ora
Anna tra le lacrime, gentile
prospettandosi “la sola”
si “separa” in grande stile.

Troverà l’amore vero
con qualch’altro uomo ricco:
“Pria Edwige e poi Valeria
ed anch’io or mi ci ficco”

“Sono bella e sono tanta
chi mi vuol deve pagare
perchè il tempo ora avanza
e non posso più aspettare”.

“Lui, alla fine, mi darà
com’all’altre “buonuscita”
per poter poi disegnare
linea, moda e nuova vita”.
aro

La lampada di Aladinoultima modifica: 2007-07-09T19:30:00+02:00da ninniromeo
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