La mia vita

Gioventù una cosa bella
il problema è starci in sella,
cavalcar cavalli bianchi
senza mai mostrarsi stanchi.

Viver da protagonisti
e, mai seri, soli o tristi.
Si da giovani si è ingordi,
vanitosi e molto sordi.

Guai se in noi entra il pensiero
di respingere il guerriero
che da dentro urla e freme,
lo seguiamo nella speme
di un futuro ancor più bello
che dei sogni sia il modello.

Un’infanzia un poco dura
ti ha assegnata la natura,
ma tu avevi tanta forza
e morale nella scorza,
pur ampliando la follia
verso i sensi, una mania.

Poi, la bella adolescenza
l’hai vissuta in incoscienza,
con impulso, grande ardore
e calpestando qualche fiore.

Per lavoro ti sei dato
a un impiego poco amato,
con le lacrime negli occhi,
ma servivano “i baiocchi”.

Nella corsa, eri un guerriero
pur lasciando che il pensiero
ripetesse sempre e insonne
che il tuo mondo eran le donne.

Così Alida ti ha stregato
e sei stato innamorato
hai goduto quel momento
tra paure e gran tormento.

Ma, da giovane insipiente
non le hai aperto la tua mente
e, immaturo e ragazzino
l’hai poi persa nel cammino.

Poi, Antonella bella extra
che aspettava alla finestra
chi non arrivava mai
e, anche allora, furon guai.

Molti anni di sorprese
tra bugie, litigi e offese
fino a quando con far tondo
ti ha lasciato nel tuo mondo.

Hai sofferto da immaturo
perchè in fondo eri sicuro
che l’amore che lei aveva
più passare non poteva.

L’hai voluta ch’era un fiore
quasi bimba, senza amore
ma volevi, come sfida
non pensare più ad Alida.

Dopo, quando l’hai perduta
la tua vita ormai era muta,
interessi poco o zero
solo dubbi e addio guerriero.

Ti sei accorto quanto amore
era fermo nel tuo cuore,
quanto amavi l’Antonella
ch’era brava, oltre che bella.

Altro sport poi hai provato
e d’incanto sei rinato
con la volontà infinita
e racchetta tra le dita
hai deciso “vivo solo”
e da Reggio hai preso il volo.

Papà, mamma i tuoi fratelli
abbandoni e… non sol quelli.
ma tu pensi da immaturo,
“li ritrovo in un futuro”.

Lesto, allegro ed incosciente
metti in frigo la tua mente
e con fare combattivo
vai a Livorno, ben giulivo.

Lì conosci ogni bellezza
ma anche il brutto e la scaltrezza,
però in fondo ti decidi
e ti fermi su quei lidi.

Tanti eccessi e non sol quello
ma sei ambito, forte e bello,
e ti dai come rifugio
alla vita senza indugio.

Poi, la luce tutt’attorno
si riaccende in un bel giorno
magra, dolce è proprio lì
e ti appare Stefanì.

Bionda, timida, sincera
è un’amante battagliera
che, in maniera inaudita
sa sconvolgerti la vita
e ti toglie dalla testa
ogni grillo che ti resta.

Sono belli, son tant’anni
ma li vivi tra gli affanni
lei dà tanto e tanto piglia
ma non vuole una famiglia.

Poi, la morte in un baleno
giunge quasi a ciel sereno
e ti toglie il padre amato
che sfortuna avea nel fato.

Ed allor finito un sogno
tu ti accorgi del bisogno
di creare un altro amore
che riempia il vuoto in cuore.

E così senza l’invito
dai a Stefania il benservito.
Con in tasca molti soldi
ti diverti e fai bagordi
quasi sempre in compagnia
di altre donne per la via.

Però poi, ti accorgi presto,
che il reale non è questo
ma gran parte della vita
bene o male è già finita.

Ed allor, niente più indugi
costruisci altri rifugi,
una moglie e poi due figli
e ben presto ti ripigli

Ma lo sport che ti ha rapito
piano, piano ti ha scolpito
con dei segni in ogni punto
e ti trovi più consunto.

Te ne accorgi all’improvviso
nello specchio, sopra il viso
la vecchiaia è senza appello
si può solo alzar’l cappello
e mordendo frasi amare
con il braccio salutare,
sorridendo il volto fiero
per mostrare un cuor leggero.

Or sei fermo, come in attesa
di qualcosa, una sorpresa
che ti dia un’altra scossa
pria d’entrare… nella fossa.

E se vivi oltre gli ottanta
non copiare chi si vanta,
“non è il sesso che ti dà
il passaporto all’aldilà”.

Quando andrai nell’infinito
tu sarai solo insignito
per l’amor dato agli eredi
e nò alle donne che tu credi.

Lor, diranno in quel gran mare:
“tu non ci hai…saputo amare”
aro

La mia vitaultima modifica: 2007-07-09T19:40:00+02:00da ninniromeo
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