Storia dell’umanità

La natura diede vita,
pur con forme un po’ sgraziate,
ad un esser troglodita
che di noi era il primate.

Ogni pianta era un rifugio
e lui stava a quattro zampe,
ma guardava, senza indugio,
sulla terra e le sue rampe.

Dopo scese e un po’ alla volta,
su due zampe camminò
e con quella grande svolta
l’Homo Erectus si formò.

La caverna per dormire,
per scaldarsi scoprì il fuoco,
per la caccia e non soffrire
fece lance aguzze, dopo.

Quest’omino ardimentoso,
s’affacciò un bel di dall’antro
e, diventato ormai curioso,
alla mente chiese un salto.

Homo Sapiens fu di nome
ed in quella terra tetra
visse e forse si sa come
fu chiamata “età di pietra”.

Poi, vagò per ogni dove
e riempì pianure ed altro,
costruendo tetti e alcove
al suo ingegno diede vanto.

Poi, avanti nei millenni,
lui sentì, in maniera ardita,
il bisogno di chiarire
i misteri della vita.

La paura iniziò quando
capì forte che la morte,
dopo un breve ciclo amaro,
dava fine alla sua sorte.

Questo aspetto, allora diede
ai più furbi grande agio,
per convincere la specie
che il decesso era un passaggio.

cap.1: gli dei

Si formò per tale guisa
la categoria dei noti
che si misero in divisa
diventando sacerdoti.

Non avevano un rifugio,
non volevan lavorare,
e l’idea di un altro mondo
venne loro per mangiare.

S’inventarono “gli dei”
e si offriva su un altare
frutta, grano oppur belanti
per le grazie e per sperare.

Questi dei dovean dare
forza in vita, con i riti
e, da morti, far trovare
tutti gli avi dipartiti.

Sole, marte, giove, nettuno
c’eran quanti ognun voleva
che offrendo a più di uno
garanzie maggiori aveva.

Templi furono costruiti
e abbondava il loro pranzo
perché tutti impauriti
davan loro spighe e manzo.

Con il dito a mò d’attenti
e speculando sul peccato
scoprirono contenti
quanto è ricco ‘sto mercato.

Poi, per meglio venerare
i molti dei, con più servizi,
adottarono vestali
per i riti e gli altri vizi.

cap. 2: le civiltà

Così tra offerte e sacrifici
si arrivò alle civiltà
e i Sumeri e poi gli Atzechi
ci lasciarono beltà.

E gli Egizi, geni veri,
coi progetti dei soloni
ci trasmisero da fieri
la “grandeur” dei faraoni.

Venne il tempo dei romani,
con il loro grande impero,
dominarono sovrani
quasi tutto il mondo intero.

Ma in quell’era dei nostri avi
sia di Roma che di Egizia
si sfruttavano gli schiavi
per fatiche d’edilizia.

Il padrone avea potere
sullo schiavo e la sua sorte,
trascurando ogni dovere,
lo mandava anche alla morte.

E quel servo maltrattato,
sopportava di soffrire,
rinviando il triste fato
di una “fine” da scoprire.

Poi, fu la vita ultra terrena
il pensiero più elevato,
per dar vena ad una fede
che illudesse quel dannato.

Così l’anima ebbe vita,
con valore interno, annesso,
uno spirito del corpo
che si eleva nel decesso.

E gli dissero: “sei nato
per soffrire e faticare
e, da morto, poi trovarti
in un prato a riposare”.

“In quel campo starai insieme
ai tuoi cari già defunti;
sarà esaudita la tua speme
di abbracciare i tuoi congiunti”.

Per raggiungere l’effetto
e ingraziarsi quei divini
ogni schiavo facea offerte
con il grano o grassi ovini.

Ma i prelati, molto attenti
a quei doni e ai sacri riti,
diventarono esigenti
e ampliarono i pruriti.

Si rivolsero ai più ricchi
per sottrarre i loro averi
e senza fine alla vergogna
si mostrarono severi.

Inventaron la storiella
che “chi vive in povertà
poi da morto avrà la gloria
e in eterno lui vivrà”.

Tutti si dovean spogliare
d’ogni forma d’agiatezza,
(e per l’anima più pura
dare a loro ogni ricchezza).

cap. 3: gli ebrei

Ma come fare a persuadere
l’uomo, pieno di tabù ?
Ci voleva un forte evento
che scuotesse le tribù.

La venuta di un messia,
a far luce sul “mistero”
fu da un popolo, l’ebreo
rivelato al mondo intero.

Divulgarono sapienti
una loro profezia:
“un DIO SOLO esiste in cielo
e vi manderà un messia”.

“Una figura celestiale
colma di bontà e passione
e sarà un SUO FIGLIO amato,
a dar fede e convinzione”.

A un dio solo si doveva
la preghiera con i voti,
(ma il vitello si scioglieva
per dar l’oro ai sacerdoti).

Quest’essenza fatta uomo
dovea dir convinto e forte
che un futuro spirituale
esisteva dopo morte.

Fu così che l’ebraismo
celebrando un solo dio
affermò il monoteismo
e il dover vivere da pio.

Troppo tempo però corse
senza effetto alle promesse
e la gente mise in forse
che il miracolo accadesse.

La venuta di un messia
fece breccia dentro altri
che onorarono convinti
molti nati in altre parti.

Ma tra questi ci fu uno vero,
che “leggeva” l’animo umano
e, seguendo un suo pensiero
lo descrisse in modo chiaro.

cap. 4: gesù

La tradizione lo vuol nato,
in un’umile capanna,
con bue e asino a scaldarlo
e una vergine per mamma.

Ma la storia ci rivela
la figura di un adulto,
che al popolo si svela
declamando credo e culto.

Era nobile il suo verbo:
“dare luce a chi non vede”
e i miracoli avea in serbo
per convincere alla fede.

In quel mondo ed in quel tempo
mai nessuno c’era stato
che di “pace e amor” parlasse
ma, di guerre e di peccato.

Per avere una sua corte
poi, si fece degli amici
ch’eran dodici e fedeli
e lo seguivano felici.

La sua fama crebbe presto
e ai sacerdoti arrivò fiato,
che allarmati e con pretesto
ne parlarono a Pilato

E gli dissero: “quel gesù
qui declama cupi aspetti
e con fandonie ed illusioni
circuisce i meno schietti”.

Poi, promisero monete
a chi volesse segnalarlo
e aspettarono pazienti
chi propenso fosse a farlo.

Così un giorno, il fido Giuda,
diede un baciò traditore
e gesù fu condannato
come grande peccatore.

Senza grande fantasia
lo inchiodarono alla croce
dando appresso, così sia,
per zittita la sua voce.

Ma il suo corpo, il terzo giorno,
(così è scritto nel vangelo),
non si vide lì d’attorno
e si disse: “tornò in cielo”.

cap. 5: le religioni

Il suo credo ed il suo verbo,
furon seme per la gloria
e gli apostoli avean in serbo
di lasciarlo anche alla storia.

In segreto e gran costanza
e sulla pelle di un ovino
ci lasciarono la traccia
del passaggio del divino.

Cristianesimo fu chiamato
e tutto quanto lui si prende,
per il dio e l’apostolato,
ma un pochino poi lo rende.

Le sue sedi son stupende,
grandi chiese d’oro e marmi,
ed ai poveri poi tende
un brodino e tanti salmi.

Ma, promette la salvezza,
dopo morte, per chi crede,
te la danno con certezza
è la fede che provvede.

Da allora, ogni credente,
per sognar l’eternità,
offre l’anima a quel dio
che garantisce l’al di là.
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Un’altra razza, prima incerta,
nel notare quel successo,
dopo tempo scuro e inerte,
diede vita a un loro “messo”.

Così fu che la sapienza,
di un filosofo perfetto,
si mostrò al mondo intero,
– era nato maometto –

L’islamismo e i musulmani
si trovaron con dileggio
a negare agli altri umani
della chiesa il privilegio.

Ed ognun volea ragione
‘ché con l’eco di quei canti
aumentava la passione
d’affermare i loro santi.

Ecco allor la strategia
guerre sante a tutto spiano:
“l’altra fede e non la mia
annientare noi dobbiamo”.

E così si diede il via
a battaglie senza pari
ed al grido “così sia”
guerreggiarono i Templari.

Gerusalemme era “il tempio”
per aver supremazia
e le parti in modo empio
si scambiavan la regia.

Una, due, tre crociate
in nome e conto del divino,
per un tempo contrastate
dal valor di Saladino.

Gli infedeli fatti ostaggio,
s’impalavano sul posto,
il loro dio dava coraggio
d’ammazzare ad ogni costo.
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L’induismo ed il buddismo
son filosofie più antiche
che togliendo ogni illusione
dan risveglio alla psiche.

E’ il pensiero che raccoglie
l’energia dentro noi stessi
senza avere altre voglie
dell’eterno e i suoi riflessi.

Queste sono “educazioni”
che rifiutano la guerra,
allontanano illusioni
e si sta coi piedi in terra.

cap. 6: il medioevo

Passati molti anni
e migliorando nella scienza
si guardarono quei danni
procurati “per credenza”.

Ma, lasciare libertà
al pensiero e all’inventiva
non si dica, non sia mai,
che la chiesa ti colpiva.

E per chi negarla osava
s’inventò l’inquisizione,
detta santa perché dava
ad i rei l’estrema unzione.

Questo fu un altro sfogo:
“si cancelli chi non crede
e si bruci con un rogo
chi rifiuta questa fede”.

D’eretismo si tacciava
chi in quel dio non credeva
e pregando, nel suo nome
come legna lo accendeva.

Galileo rischiò un po’ tanto
perché senza ipocrisia
diede al sole il suo bel vanto
pur tacciato d’eresia.

In quel tempo sono morti
l’ideale e la speranza,
di dar vita ad ogni fuso
all’ingegno e alla creanza.

Per lasciar orme evidenti
ed un segno nella storia
le famiglie più potenti
si scambiavan “la poltrona”.

Quindi, a turno i loro maschi,
figli ricchi e prediletti,
diventavano dei papi
pien di vizi e gran difetti.

Il periodo della vergogne
molto tempo durò ancora
coi conclave vere fogne
di lunghe pagine di storia.

cap. 7: le grandi guerre

Dopo le divine imprese
riprendiamo il mio racconto
che, pur con rime molto estese,
della storia è un resoconto.

Ecco che, si giunge allora,
ai nostri giorni con affanno
e tra guerre, tante ancora,
arriviamo a un altro danno.

Esser primi tra gli stati
è il dover di una nazione
e così si son forgiati
i tiranni d’occasione.

Fu Colombo tanto amato
a scoprire nuove terre
e portarecome ingrato
sangue, odio e nuove guerre.

Per necessità e progresso
si sconfissero gli indiani,
gli si tolse anche il possesso
delle terre, a piene mani.

Poi tra nord e sud fu guerra
per dar libertà agli Stati
che poi Uniti in quella terra
si trovarono affiatati.

Così nacque una nazione
forte e grande, per ripicca
che, d’Europa fosse il clone
e ben presto anche più ricca.

Ma il più vecchio continente
non voleva abdicare
e far ricca altra gente
ecco allora cosa fare.

Inghilterra, Francia e Spagna
si spartirono colonie
e all’Italia e alla Germania
sol lasciarono fandonie.

Spuntò allora un invasato
che per fare razza pura
ogni ebreo mandò al creato
con il gas e cella dura.

Lui voleva l’uomo ingegno
che credesse nel suo io
e smettesse d’esser pregno
di discorsi sopra dio.

Far morir doveva in fretta
chi inventò la religione
e punire gente inetta
che sfuggiva alla ragione.

Vera piaga fu il nazismo
che in ginocchio mise il mondo
per imporre il suo idealismo
fece stragi, fino in fondo.

Hitler, presto, fu gran mito
e mise insieme al suo futuro
quell’ingenuo di Benito
e il suo motto “ce l’ho duro”.

Poi, per esser presenti
nell’oriente e il suo splendore,
s’allearono contenti
con l’impero del Giappone.

Con la guerra quasi chiusa
e il nazismo vincitore,
ecco giunger però l’USA
a mostrare il suo valore.

Più crudeli dei nazisti
diventaron delle icone
pur gettando, oh giorni tristi
ben due atomiche in Giappone.

cap. 8: La guerra frredda

Ricostruire or si doveva
e prestare soldi tanti,
in cambio però l’USA
proteggeva tutti quanti.

Sol la Russia avea notato
quanto l’USA fosse falsa
e provò col suo operato
a metter fine a questa farsa.

Mentre ancor tanto piangeva
per la guerra pria sofferta,
ad un tratto fece leva
sull’atomica scoperta.

A Berlino costruì un muro
e la divise in due sezioni
e con muso molto duro
si rivolse alle nazioni.

Comunismo fu di nome
che vuol dire che lo Stato
controlla dove e come
può arrivare il tuo operato.

Quest’idea nuova non era,
la rubò alla religione
che in più, però vendeva
l’aldilà e l’assoluzione.

Ecco allora che risorge
quella casta di gran santi,
e con diplomazia rivolge
tanti appelli a tutti quanti.

Sono i papi che a ogni uscio
fanno appello alla saggezza
perché sol nel loro guscio
ci si trovi la salvezza.

Guerra fredda fu quel tempo
e tutti presi da quest’oppio
non s’accorsero al momento
quanto l’URSS fosse in ginocchio.

Per serbare quel valore
dovea spendere denari
ma, all’interno, i malumori
eran sempre meno rari.

Così fu che quel pensiero,
che sognare aveva fatto
gli abitanti di un impero,
d’implosione fece un atto.

Fu abbattuto pure il muro
ch’era un’onta per Berlino
e il periodo freddo e duro
ebbe fine con sospiro.

Questa nuova strategia,
all’equilibrio mise fine
e tutto il mondo per “malia”
si trovò l’USA al confine.

cap. 9: I giorni nostri

L’America è nazione
che nel credo ha la guerra,
sembra aver la soluzione
ma, poi, verità sotterra.

Agli indiani mise freno
nelle terre dei bisonti
disse: “per passar col treno”
ma poi aveva altri orizzonti.

Era d’oro e di diamanti
quel terreno poco regio
mentre, l’altro, sul davanti
pieno era, ma di greggio.

E così accadde pure
in un Vietnam distrutto
dove, imporre come cure,
si voleva un po’ di tutto.

A Pearl Harbur fu massacro
ma per colpa degli inetti
che in ritardo consegnò
il dispaccio dei sospetti.

E l’attacco a Ground Zero
che si potea forse evitare ?
Fu la Cia che, pur cosciente,
non lo seppe prospettare.

Ora è sorta un’altra piaga
all’inizio del millennio
terrorismo che dilaga
e distrugge ogni sostegno.

Kamikaze come funghi
che s’immolano con canti,
e palazzi molto lunghi
ti distruggono con vanti.

Si perché la religione
di quest’ultimi guerrieri
gli promette l’empirèo
se si fàn saltar davvero.

E riappare maometto
dietro questo orrendo gioco
e giustifica il sospetto
che qualcuno “mangi” dopo.

Ecco, infatti un’altra scusa
per invadere altra terra
e son sempre loro, gli USA,
a promuovere la guerra.

Il segreto ? In quegli Stati
non ci son miniere d’oro
ma petrolio, in molti strati,
che per oggi è un gran tesoro.

E le bombe ? Come sopra,
aver sempre un buon pretesto
per poter mettere all’opra
nuove armi e tutto il resto.

Liberare i magazzini
d’armi nuove e nuove bombe
e poi essere tra i primi
a lagnarsi sulle tombe.

E così sempre più spesso
l’USA ha sedi in ogni fondo
e per democrazia e progresso
è presente in tutto il mondo.

cap. 10: Chiesa e U.S.A.

Nord Corea, Cuba e Cina
sono rosse di colore
ma tra poco, chiesa e USA
cambieranno quel valore.

In realtà ancora è presto
per far si, che in questi posti,
si diffonda come al resto
libertà a tutti i costi.

Ma domani ? Sarà festa,
ci si manda i missionari
che infarciscano la testa
con preghiere dei breviari.

Quando poi si scopriranno
le ricchezze di quei posti,
le visioni ci saranno
di madonne o santi nostri.

La ragion sempre la stessa
salvar l’anima con l’oro
e con canti e qualche messa
coglieranno ogni tesoro.

E se poi muore “Qualcuno”
l’USA è pronta a fare guerra
con l’embargo ed il digiuno
per lasciarli culo a terra.

Quando saran stanchi pesti
e senza niente da mangiare
“attentati” per pretesti
così l’USA può attaccare.

Ma c’è l’ONU vivo e attento
che non vuole un’invasione,
li diffida, in un momento,
e li riporta alla ragione.

La farsa ha ora inizio
‘chè la CIA ha la soluzione,
non lasciando alcun indizio
fa scoppiar “rivoluzione”.

Risultato ? Una magia,
l’ONU vota all’unanimità,
“si alla guerra e così sia”
stragi e orrori a sazietà.

E la chiesa ? sempre pronta
inveirà per questo danno
ribadendo: “questa è un’onta”
(dividiamo ogni guadagno).
aro

Storia dell’umanitàultima modifica: 2007-07-09T17:35:00+02:00da ninniromeo
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