Pollicino

C’era una volta…
una famiglia d’operai
dove pochi erano i soldi,
si viveva in mezzo ai guai.

I figlioli erano tanti,
fors’anche più di sette,
non avevan da mangiare,
si tagliava fame a fette.

Poi, l’inverno era pesante
e non sapevano il da farsi,
stavan tutti rannicchiati
che non c’era da scaldarsi.

Finché un giorno l’operaio
adottò un pensiero fosco:
“troppe bocche, qualche figlio
lo abbandono, dentro il bosco”.

Il primo, per sorteggio,
era proprio il più piccino,
che, però, avea cervello
e si chiamava pollicino.

Questo bimbo mentre andava,
per la mano insieme al padre,
a ogni passo che faceva
un sassolin facèa che cade.

Dopo aver vagato a lungo
e non vedendo niente attorno,
l’onest’uomo, abbracciò il bimbo
e gli disse: “fra un po’ torno”.

Allontanandosi in gran fretta
con le lacrime nel cuore
tornò lesto alla casetta
per sfogare quel dolore.

Oh sorpresa, c’è un amico,
per lui un vero barbagianni,
e sul desco tanto cibo
da sfamare, per degli anni.

Nel veder tutto quel bene
e sentendosi padre empio
alzò gli occhi verso il cielo,
ricordando l’atto scempio.

Ma miracolo, gran gioia,
ricompare pollicino
che poi spiega alla famiglia
com’è stato il suo cammino.

Così vissero felici e…
ma una cosa viene in mente,
questa storia dell’amico
che appare puf..dal niente.

Per avere la certezza
di un futuro più tranquillo
quella mamma onesta e pia
diventata era … una squillo.

E l’amico era un magnaccio
che portava soldi e cibo,
meglio questo dell’addiaccio
e di perder qualche bimbo.

La morale a questo sogno
è dettata da un pensiero:
“la si da per il bisogno
e non sol per desiderio”.
aro

Pollicinoultima modifica: 2007-09-30T11:10:00+02:00da ninniromeo
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