L’euro e la banca

Con questa perfida moneta
da qualche anno si sta a dieta
e qualcuno, ancor più spento,
fa la fame con tormento.

Dopo il venti non c’è attesa   
non puoi più fare la spesa,
tutti i soldi son finiti
e si spera in altri “riti”.

In un debito ai parenti
o con altri conoscenti
finché rischi ogni pudore
con l’usuraio e lo sfruttatore.

Se poi cerchi soluzione    
nella banca è una “finzione”
ti faranno interpellanze
se hai case e quante stanze.

Se prosegui a confessare:
“ho bisogno per mangiare” 
con usanza consumata           
ti accompagnano all’entrata:

“Ma lei scherza, è una burla
non possiamo darle nulla,
noi è vero diamo a iosa
ma a chi è ricco di qualcosa”.

“Chi è solo un indigente 
non può chiedere mai niente.  
Solo Tanzi e Ciarrapico
han la banca per amico”.

 

“Han fallito con le imprese

ma hanno crediti a distese

quindi, per avere soldi,  

o si è ricchi o … manigoldi”.

aro

L’euro e la bancaultima modifica: 2008-05-05T12:25:00+02:00da ninniromeo
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3 pensieri su “L’euro e la banca

  1. Grazie per le tue rime Ninni, mi hai fatto sorridere!

    Come fai a trovare le rime così facilmente, dico io…sarà il talento naturale di cui parlo nel mio post, solo che il tuo è facilmente riconoscibile 😉

    buona serata e grazie di essere passato, è sempre un piacere!

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