Vermicino (tragedia mediatica)

Cadde un bimbo di cinque anni
in un pozzo a lati stretti
e, per aiuto, da ogni parte
arrivarono gli esperti.

Il suo nome era Alfredino
bimbo sveglio e valoroso,
che nei tre giorni di “delirio”
fu solerte e coraggioso.

Con la voce ed i lamenti
e la speranza dentro il cuore
incoraggiava incompetenti
a lenire il suo dolore.

La tv prese lo spazio
e inquadrando ogni scena
aprì al mondo niente sazio,
un teatro di gran pena.

Si scavava con fermento
un altro tunnel vicino,
per cercare di passare
dentro il pozzo del bambino.

Tutto invano e a capo chino
si cambiarono i soccorsi
con gli appelli ad un omino
magro e piccolo a proporsi.

Furon tanti a riprovare
con le proprie nudi mani,
il corpicino da imbracare,
gesti eroici ma vani.

Dopo poco, proprio in mezzo
a interviste, ecco il dramma
una voce come un vezzo:
“mamma aiuto, addio, mamma”.

Il progresso degli eterni
sulla luna e i primi passi,
aveva avuto effetti inermi
con un corpo in quattro sassi.

Fu un pensiero addolorato
e per gli occhi un triste velo:
“l’uomo a spasso sulla luna
e un bambino sotto un telo”.
aro

Vermicino (tragedia mediatica)ultima modifica: 2008-07-30T07:51:00+02:00da ninniromeo
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Un pensiero su “Vermicino (tragedia mediatica)

  1. Ciao cantastorie.
    Sono starsally, con gioia nota che il piccolo Alfredino vive nei versi della tua poesia.
    Sai sono una spettatrice, che in quei lunghi giorni ha sofferto per il piccolo. Ricordo ancora la sua voce e sono contenta che hai scritto questa poesia a lui dedicata.
    Dietro queste disgrazie c’è sempre un mistero. E’ proprio vero che se da un lato il mondo progredisce dall’altro regredisce. Ciao un saluto.
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    fai un salto da me se ti fa piacere.

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