Una triste realtà

Dal momento del vagito
e fino a quando sei fanciullo
ogni evento è come invito
solo al gioco ed al trastullo.

Poi crescendo, all’improvviso,
ci si accorge che qualcosa
ci trasforma prima in viso
poi nel corpo, in ogni cosa.

E’ il trascorrere del tempo
che sussurra da cattivo:
“sei materia e quindi parte
di un processo distruttivo”.

Camminando nella vita
attendi invano un’altra voce
che t’illumini il pensiero
e ti mostri la sua foce.

Poi, ti accorgi d’esser vecchio
con sentieri mai indicati
e ricordi un libro letto,
“il deserto…” di Buzzati.

E’ la storia di un soldato
coraggioso e di valore,
che con forza e grande ardire
vuol lottare l’invasore.

Su un bastione, nel deserto,
lascia sogni e giovinezza
e per lui il nemico atteso
non sarà mai più certezza.

Così vecchio ed ammalato
torna a casa, il capo chino
ma s’imbatte in un soldato
che salendo và al fortino.

Sguardo fiero, pien d’orgoglio,
chiede strada pel maniero
lui gli dice: “ vada avanti”
ma sorride, il cuor leggero.

Nello sguardo del ragazzo
vede sé sopra il bastione,
e comprende che la vita
è una perfida illusione.

Poi, da solo in una stanza,
riflettendo a cuor sereno,
si ricorda dei miraggi
e giammai il nemico vero.

Questi è lì, davanti a lui,
col mantello nero al vento
imbattibile rivale
che ogni cuore vuole spento.

Rinunciando ad altro indugio
lui accoglie “l’invasore”
e col sorriso triste e fiero
chiude gli occhi con onore.
aro

Una triste realtàultima modifica: 2008-12-08T23:53:00+01:00da ninniromeo
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