I soliti “avvoltoi”

Ho scritto spesso di te e del tuo caso,
ti sei spenta nel frastuono, ieri sera,
per molti sei stata un dramma “evaso”
per altri evento di pianto e di preghiera.

Ho visto in TV nel tuo gioioso viso,
un sorriso di fede e di speranza
che un giorno infame, all’improvviso,
si è spento nel letto di una stanza.

Eri raggiante, allegra e forte,
ma quel male grave da cui non c’è ritorno,
ha reso le tue membra come morte,
prive di vita giorno dopo giorno.

Quando, infine il tuo bene più grande,
tuo padre, col cuore devastato
si è arreso allo scempio di quel male,
ecco apparire gli “avvoltoi” di stato.

Un’ombra enorme, quella della chiesa
che ripeteva col solito suo rito:
“la vita è di dio e non và offesa
e il soffrire eleva verso il mito”.

L’altra della politica e la gente,
della tua vita, a tutti un pezzettino,
per sapere, capire la tua mente
se veramente voleva quel destino.

Ti hanno “sezionata“, fatta a pezzi”
vedendo nel voto di tuo padre, la follia
di un tutore, che ormai provato e stanco,
chiedeva di metter fine a un’agonia.

Per qualcuno eri immagine di fede,
per altri soggetto per l’eutanasia,
son tutti “corvi” perché tu rimarrai
un simbolo soltanto di poesia.
aro

I soliti “avvoltoi”ultima modifica: 2009-02-10T11:14:00+01:00da ninniromeo
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Un pensiero su “I soliti “avvoltoi”

  1. SILENZIO. MA DEVE ESSERE SILENZIO DI FRONTE A TANTISSIMO DOLORE. NESSUNO MA PROPRIO NESSUNO DI NOI UMANI PUO’ CAPIRE E GIUDICARE. VERGOGNA PER I POLITICI CHE USANO QUALSIASI FATTO PER DISCUTERE TRA DI LORO. SILENZIO. ELUANA MERITA QUESTO. PERO’ NON BISOGNA DIMENTICARE AFFINCHE’ TANTE ALTRE PERSONE INDIFESE NON SOFFRANO COME ELUANA.

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