E vissero…..

Ora Silvio alla sua “Forza”
ha riunito anche AENNE
e con questa nuova scorza
passerà un futuro indenne.

Lui ha sempre predicato:
“la politica perfetta
si può fare con un dato:
meglio soli e senza fretta”.

Ed invece s’è accoppiato,
a quel FINI speranzoso,
che ha pregato sempre il fato
di privarlo dello “sposo”.

Ma re Silvio è di granito,
la salute lo protegge
e a chi brontola tra i denti
gli ricorda chi è che regge:

“Chi vi ha dato oggi il potere,
oh mediocri partitini ?
Solo io con le TV
ed i tanti miei quattrini”.

Ora è anche “sviluppato”
non d’altezza ma in capelli
come quello che rinasce
e che cambia le sue pelli.

Il suo nume tutelare
lo ha portato lì, al governo
ma lui punta al Quirinale
come sede per “l’inverno”.

Pria d’andare a nuova vita,
con editto di destrezza
chiederà un nuovo aiuto
a garanzia della ricchezza.

Dopo tutte le promesse
che quel mondo suo dorato
mai sarà dei comunisti,
lascerà ogni mandato.

Pria però di dire addio
vorrà esser garantito
che, dal demone o da dio,
venga fatto un congruo invito.

La sorpresa però è pronta
perché in cielo la “grandezza”,
non vorrà che quel campione
possa fargli concorrenza.

E sapendo quanto ami
la ricchezza e il benestare
gli ricorda che l’ingresso
se lo deve conquistare:

“Dona ai poveri i tuoi soldi
pria dell’ultimo momento,
non sarai più tra gli ingordi
e con me vivrai contento”.

Nel sentir quelle parole
che gli tolgono la stima
il buon Silvio si risveglia
e risponde per la rima:

“No mio dio, io ho “brigato”
per plasmare questo mito
non vogl’essere ricordato
come un ricco poi pentito”.

“Me ne vado dal demonio
che conosce la mia orma
m’offrirà sicuro un ruolo
di carisma e d’altra forma”.

Ma il diavolo avvertito
da un geniaccio maledetto,
ha paura che quel “mito”
lo raggiri nel suo tetto.

E pria che giunga la richiesta
gli rammenta una condanna:
“non può stare nell’inferno
chi si è dato alla Carfagna”.

“A chi amor si legge in viso,
qui non può mettere piede,
deve andare in paradiso
lì è l’amore in cui si crede”.

Poi, sentendo che il celeste
su quel caso è molto tosto,
prende in corsa la sua veste
e chiede udienza all’altro posto.

Alla fine dio e il demonio
firmeranno insieme un patto
e chiederanno ancora tempo
per risolver questo fatto.

Così Silvio, aria giuliva,
inventerà ancora inganni
e la gente remissiva
lo voterà oltre i cent’anni.

Solo Fini in lunga attesa
del comando e della svolta,
dirà vecchio, l’aria pesa:
“m’ha fregato n’artra vorta”
aro

E vissero…..ultima modifica: 2009-03-30T10:25:00+02:00da ninniromeo
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