La crisi politica

Vi racconto la storiella
di un “sovrano” masochista
che si volle far del male
pur essendo amato e in vista.

Nel paese di Bengodi
che intendeva trasformare,
Silvio un dì ascoltò le odi
di un soggetto singolare.

Lui di nome fa Gianfranco
ed è un bravo trasformista,
ha virtù da saltimbanco
per restare sempre in pista.

Al momento delle intese
con Berlusca re dei media
per l’impegno più palese
recitò una sua commedia:

“la lealtà sarà assoluta
con l’obbligo e il dovere
di non fare mai combutta
con nemici al cavaliere”.

E pretese un grande dono,
per dar seguito all’evento
e così sedette al trono
di un settore al parlamento.

Poi ci fu la prima bega
per qualcosa irrilevante
e da Silvio, Bossi e Lega.
si trovò molto distante.

Ma nel tempo, quel suo IO,
accusò del turbamento,
e ricordò che pure dio
cadde un dì per tradimento.

Così fu che senza indugio,
pur tenendo la “poltrona”,
congiurò con i nemici
perché Silvio andasse … in mona.

Conoscendo la persona
e sapendo cosa amasse
gli fornirono la “merce”
affinché poi ci cascasse.

Lui arrogante e prepotente,
con la fede al basso ventre
morse l’esca prelibata
con un fare da incosciente.

Poi, ancora più sfacciato
e con modi da caprone
confermò a tutto il mondo
la passione per le …”mone”.

Che il premier di un paese
debba dire quel che pensa
forse è giusto, ma mai offese
al buongusto e alla decenza.

Gli avversari generosi
nel vedere ormai il re nudo
lo additarono morbosi
a giornali con lo scudo.

Così Silvio cadde in rete
pel progetto “donna nuda”
di Di Pietro, Pier Casini
con Bersani e Fini il giuda.

Al Capone fu sconfitto
per il fisco in parte evaso
Berlusconi paga il fio
per la goccia fuor dal vaso.
aro

La crisi politicaultima modifica: 2010-11-16T10:53:00+01:00da ninniromeo
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